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	<title>Palamita del Giglio &#8211; Strade del Vino e dei Sapori di Toscana</title>
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		<title>Maremma&#8230;che vini!!!</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Feb 2013 10:41:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una strada dalle mille sorprese e con un grande futuro. Terra di vini e sapori&#8230; La Maremma è un quadro panoramico dai vividi colori: il blu del mare, il verde dei boschi e il marrone-fulvo della terra ricca di ferro. Qua e là petrigni paesi, e paesini di antico silenzio, uniti dalla Strada del Vino e dei Sapori Colli di Maremma. Fondata una ventina d&#8217;anni fa dalla Provincia e dalla Camera di commercio di Grosseto, e da una quindicina fra aziende produttrici e cantine. Buoni e&#8230; musicali Parlando di vino, la Maremma è passata negli ultimi 20 anni dalla produzione d&#8217;uva, venduta per correggere e migliorare vini altrui, alla produzione enoica i cui pregi sono dovuti anche al clima locale, caldo e asciutto. È stato un salto importante, iniziato con il Morellino di Scansano. Se per il Presidente della Strada è «difficile e antipatico» fare classifiche, il mercato indica proprio nel Morellino di Scansano (Doc e Docg) il vino più conosciuto, e quindi il più importante da un punto di vista commerciale. Accanto, il Bianco di Pitigliano Doc, il Capalbio Doc, la Parrina Doc, il Sovana Doc, l&#8217;Igt Maremma Toscana bianco e rosso, l&#8217;Ansonica Costa dell&#8217;Argentario Doc. Da poco  è arrivato il Vermentino di Maremma. Il vermentino si produce da anni sulla costa tirrenica, dalla Liguria a Capalbio. Dall&#8217;altra parte del Tirreno c&#8217;è la Sardegna con il suo, coltivato in Gallura. Quello maremmano «è &#8220;fresco&#8221;, ha caratteristiche minerali al naso e una buona struttura. Soddisfa le bocche moderne che vogliono vini profumati e brillanti, d&#8217;impatto». Infine, come il Morellino, «ha un nome bello e musicale: fatto da non sottovalutare da un punto di vista commerciale, soprattutto pensando al mercato estero. Avrà futuro». A proposito di futuro, il presidente ci informa che, dall&#8217;ottobre 2011 è nata la Doc Maremma: comprenderà tutta la provincia di Grosseto, valorizzandone le eccellenze. Inoltre congiuntamente con i presidenti delle altre due Strade che attraversano il sud della nostra Regione (quella del Monteregio e quella del Montecucco) stanno lavorando per istituire la &#8220;Strada della Maremma-Toscana&#8221;: dall&#8217;Isola del Giglio al Monte Amiata, da Follonica a Capalbio, «l&#8217;eccellenza &#8220;Maremma&#8221; deve vivere all&#8217;interno dell&#8217;eccellenza &#8220;Toscana&#8221;: se facciamo &#8220;strada&#8221; tutti insieme, andiamo lontano». All&#8217;insegna dei sapori Anche la Maremma non è generosa solo di vino; si produce tanto e bene. Da citare in primo luogo, l&#8217;Olio extra vergine d&#8217;oliva toscano Igp; seguono il Pecorino toscano Dop (oltre che di qualità, la produzione maremmana è abbondante), vari tipi di miele (tipico quello di marruca, pianta spinosissima, usata per recinzioni impenetrabili), le castagne, salumi e selvaggina, e la carne di mucca Maremmana: allevata brada dai butteri, a certi palati può risultare dura, ma è croccante e saporita, dal gusto inconfondibile. In pianura, sono importanti anche le produzioni ortaggicole e orticole, e quelle cerealicole: non esiste una &#8220;pasta della Maremma&#8221;, ma ci auguriamo che nasca presto. E poi le peculiarità davvero locali, come lo zafferano di Maremma, il Panficato dell&#8217;Isola del Giglio (golosa pagnotta dolce, con fichi secchi neri, o neruccioli, e noci isolane), il Biscotto salato di Roccalbegna (intrecciato a fiocco, o a forma di animali o bambole), e ilFagiolo cannellino di Sorano: prodotto quasi solo per l&#8217;autoconsumo, ha polpa morbida e cuticola finissima e permeabile; per questo è facile da cuocere e da digerire. Un cenno a parte meritano il vino Kasher e lo Sfratto e il Bollo, due dolci Goym di Pitigliano, frutto di un antico incontro fra la gastronomia ebraica e quella maremmana. Fra i prodotti di mare, due presidi Slow Food: la Bottarga di Orbetello e la Palamita del Giglio, saporito e versatile parente di tonno e sgombro. Natura e arte: micropanorami e borghi di pietra E così, tra un pranzo e una merenda, via libera al turismo culturale, artistico, archeologico, alle passeggiate naturalistiche a piedi, a cavallo, in bici, a un tuffo in mare o nelle acque termali (per esempio, Saturnia, Sorano, i Bagnetti degli ebrei a Pitigliano). «Chi viene qua, ha una vasta gamma di opportunità. Per noi è una grande ricchezza». Non possiamo che amare quei piccoli borghi anticamente posti sulle alture, a controllo del territorio o per sfuggire alla malaria: fra i molti, Pereta, Montemerano, Giglio Castello, Semproniano, Roccalbegna, tutto in pietra, e Sovana, intatto rispetto alle sue remote origini. I loro centri storici, con le fontane e i lavatoi, magari ancora usati, sono lentamente e prudentemente valorizzati dalle amministrazioni comunali. L&#8217;equilibrio fra natura e uomo, una certa arretratezza delle infrastrutture («bisogna migliorare, preservando») hanno mantenuto intatti gli incanti di questa terra. Troppo facile parlare del Parco della Maremma; anche fuori da quei confini, ci sono angoli selvaggi da scoprire; il Bosco Rocconi, per esempio: nelle radure, 25 specie di orchidee selvatiche; in cielo, due rare specie di falchi, il Pellegrino e il Lanario. Infine, il Presidente invita a stupirsi sotto lo stellato, incredibile col cielo sereno, per lo scarso inquinamento luminoso, e davanti ai «micropanorami» che ci sorprendono dietro una curva, scollinando, cangianti a ogni ora del giorno: sempre sotto gli occhi di tutti, e proprio per questo nascosti; «mi hanno fatto innamorare della Maremma, appena arrivato». Curiosità Il nome &#8220;maremma&#8221; indica quell&#8217;indistinto e paludoso punto d&#8217;incontro fra mare e terra, dove non si sa dove finisce l&#8217;uno e comincia l&#8217;altra. Strada del Vino e dei Sapori Colli di Maremma Piazza del Pretorio 4, 58054 Scansano Tel. e fax: 0564507381 www.stradavinimaremma.it &#8211; collidimaremma@tiscali.it Articolo scritto da Francesco Giannoni per L’Informatore Coop</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.stradevinoditoscana.it/2013/02/05/maremma-che-vini/">Maremma&#8230;che vini!!!</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.stradevinoditoscana.it">Strade del Vino e dei Sapori di Toscana</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Una strada dalle mille sorprese e con un grande futuro.</h2>
<h2>Terra di vini e sapori&#8230;</h2>
<p><a href="https://www.stradevinoditoscana.it/wp-content/uploads/2013/02/00012230-00000001.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-454" alt="Maremma" src="https://www.stradevinoditoscana.it/wp-content/uploads/2013/02/00012230-00000001.jpg" width="480" height="360" srcset="https://www.stradevinoditoscana.it/wp-content/uploads/2013/02/00012230-00000001.jpg 480w, https://www.stradevinoditoscana.it/wp-content/uploads/2013/02/00012230-00000001-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></a></p>
<p><b>La Maremma è un quadro panoramico dai vividi colori</b>: il blu del mare, il verde dei boschi e il marrone-fulvo della terra ricca di ferro. Qua e là petrigni paesi, e paesini di antico silenzio, uniti dalla Strada del Vino e dei Sapori Colli di Maremma.<br />
Fondata una ventina d&#8217;anni fa dalla Provincia e dalla Camera di commercio di Grosseto, e da una quindicina fra aziende produttrici e cantine.</p>
<p><b>Buoni e&#8230; musicali</b></p>
<p>Parlando di vino, la Maremma è passata negli ultimi 20 anni dalla produzione d&#8217;uva, venduta per correggere e migliorare vini altrui, alla produzione enoica i cui pregi sono dovuti anche al clima locale, caldo e asciutto. È stato un salto importante, iniziato con il Morellino di Scansano.<br />
Se per il Presidente della Strada è «<i>difficile e antipatico</i>» fare classifiche, il mercato indica proprio nel Morellino di Scansano (Doc e Docg) il vino più conosciuto, e quindi il più importante da un punto di vista commerciale.<br />
Accanto, il Bianco di Pitigliano Doc, il Capalbio Doc, la Parrina Doc, il Sovana Doc, l&#8217;Igt Maremma Toscana bianco e rosso, l&#8217;Ansonica Costa dell&#8217;Argentario Doc.<br />
Da poco  è arrivato il Vermentino di Maremma. Il vermentino si produce da anni sulla costa tirrenica, dalla Liguria a Capalbio. Dall&#8217;altra parte del Tirreno c&#8217;è la Sardegna con il suo, coltivato in Gallura. Quello maremmano «<i>è &#8220;fresco&#8221;, ha caratteristiche minerali al naso e una buona struttura. Soddisfa le bocche moderne che vogliono vini profumati e brillanti, d&#8217;impatto</i>». Infine, come il Morellino, «<i>ha un nome bello e musicale: fatto da non sottovalutare da un punto di vista commerciale, soprattutto pensando al mercato estero. Avrà futuro</i>».</p>
<p style="text-align:center;"><a href="https://www.stradevinoditoscana.it/wp-content/uploads/2013/02/00012230-00000002.jpg"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-455 aligncenter" alt="pitigliano" src="https://www.stradevinoditoscana.it/wp-content/uploads/2013/02/00012230-00000002.jpg" width="480" height="360" srcset="https://www.stradevinoditoscana.it/wp-content/uploads/2013/02/00012230-00000002.jpg 480w, https://www.stradevinoditoscana.it/wp-content/uploads/2013/02/00012230-00000002-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></a></p>
<p><b>A proposito di futuro</b>, il presidente ci informa che, dall&#8217;ottobre 2011 è nata la Doc Maremma: comprenderà tutta la provincia di Grosseto, valorizzandone le eccellenze.<br />
Inoltre congiuntamente con i presidenti delle altre due Strade che attraversano il sud della nostra Regione (quella del Monteregio e quella del Montecucco) stanno lavorando per istituire la &#8220;Strada della Maremma-Toscana&#8221;: dall&#8217;Isola del Giglio al Monte Amiata, da Follonica a Capalbio, «l&#8217;eccellenza &#8220;Maremma&#8221; deve vivere all&#8217;interno dell&#8217;eccellenza &#8220;Toscana&#8221;: se facciamo &#8220;strada&#8221; tutti insieme, andiamo lontano».</p>
<p><b>All&#8217;insegna dei sapori</b><br />
Anche la Maremma non è generosa solo di vino; si produce tanto e bene. Da citare in primo luogo, l&#8217;Olio extra vergine d&#8217;oliva toscano Igp; seguono il Pecorino toscano Dop (oltre che di qualità, la produzione maremmana è abbondante), vari tipi di miele (tipico quello di marruca, pianta spinosissima, usata per recinzioni impenetrabili), le castagne, salumi e selvaggina, e la carne di mucca Maremmana: allevata brada dai butteri, a certi palati può risultare dura, ma è croccante e saporita, dal gusto inconfondibile.<br />
In pianura, sono importanti anche le produzioni ortaggicole e orticole, e quelle cerealicole: non esiste una &#8220;pasta della Maremma&#8221;, ma ci auguriamo che nasca presto.<br />
E poi le peculiarità davvero locali, come lo zafferano di Maremma, il Panficato dell&#8217;Isola del Giglio (golosa pagnotta dolce, con fichi secchi neri, o neruccioli, e noci isolane), il</p>
<p><img loading="lazy" class="alignleft size-medium wp-image-461" alt="palamita del giglio" src="https://www.stradevinoditoscana.it/wp-content/uploads/2013/02/00012244-00000001.jpg?w=300" width="300" height="225" srcset="https://www.stradevinoditoscana.it/wp-content/uploads/2013/02/00012244-00000001.jpg 480w, https://www.stradevinoditoscana.it/wp-content/uploads/2013/02/00012244-00000001-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Biscotto salato di Roccalbegna (intrecciato a fiocco, o a forma di animali o bambole), e ilFagiolo cannellino di Sorano: prodotto quasi solo per l&#8217;autoconsumo, ha polpa morbida e cuticola finissima e permeabile; per questo è facile da cuocere e da digerire. Un cenno a parte meritano il vino Kasher e lo Sfratto e il Bollo, due dolci Goym di Pitigliano, frutto di un antico incontro fra la gastronomia ebraica e quella maremmana.<br />
Fra i prodotti di mare, due presidi Slow Food: la Bottarga di Orbetello e la Palamita del Giglio, saporito e versatile parente di tonno e sgombro.</p>
<p><b>Natura e arte: micropanorami e borghi di pietra</b><br />
E così, tra un pranzo e una merenda, via libera al turismo culturale, artistico, archeologico, alle passeggiate naturalistiche a piedi, a cavallo, in bici, a un tuffo in mare o nelle acque termali (per esempio, Saturnia, Sorano, i Bagnetti degli ebrei a Pitigliano). «<i>Chi viene qua, ha una vasta gamma di opportunità. Per noi è una grande ricchezza</i>».<br />
Non possiamo che amare quei piccoli borghi anticamente posti sulle alture, a controllo del territorio o per sfuggire alla malaria: fra i molti, Pereta, Montemerano, Giglio Castello, Semproniano, Roccalbegna, tutto in pietra, e Sovana, intatto rispetto alle sue remote origini. I loro centri storici, con le fontane e i lavatoi, magari ancora usati, sono lentamente e prudentemente valorizzati dalle amministrazioni comunali.<br />
L&#8217;equilibrio fra natura e uomo, una certa arretratezza delle infrastrutture («<i>bisogna migliorare, preservando</i>») hanno mantenuto intatti gli incanti di questa terra. Troppo facile parlare del Parco della Maremma; anche fuori da quei confini, ci sono angoli selvaggi da scoprire; il Bosco Rocconi, per esempio: nelle radure, 25 specie di orchidee selvatiche; in cielo, due rare specie di falchi, il Pellegrino e il Lanario.<br />
Infine, il Presidente invita a stupirsi sotto lo stellato, incredibile col cielo sereno, per lo scarso inquinamento luminoso, e davanti ai «<i>micropanorami</i>» che ci sorprendono dietro una curva, scollinando, cangianti a ogni ora del giorno: sempre sotto gli occhi di tutti, e proprio per questo nascosti; «<i>mi hanno fatto innamorare della Maremma, appena arrivato</i>».</p>
<p><a href="https://www.stradevinoditoscana.it/wp-content/uploads/2013/02/cavallo3.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-462" alt="butteri maremmani" src="https://www.stradevinoditoscana.it/wp-content/uploads/2013/02/cavallo3.jpg" width="448" height="269" srcset="https://www.stradevinoditoscana.it/wp-content/uploads/2013/02/cavallo3.jpg 448w, https://www.stradevinoditoscana.it/wp-content/uploads/2013/02/cavallo3-300x180.jpg 300w" sizes="(max-width: 448px) 100vw, 448px" /></a></p>
<p><b>Curiosità</b><br />
Il nome &#8220;maremma&#8221; indica quell&#8217;indistinto e paludoso punto d&#8217;incontro fra mare e terra, dove non si sa dove finisce l&#8217;uno e comincia l&#8217;altra.</p>
<p>Strada del Vino e dei Sapori Colli di Maremma<br />
Piazza del Pretorio 4, 58054 Scansano<br />
Tel. e fax: 0564507381<br />
<a href="http://www.stradavinimaremma.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.stradavinimaremma.it</a> &#8211; <a href="mailto:collidimaremma@tiscali.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">collidimaremma@tiscali.it</a></p>
<p>Articolo scritto da<strong> Francesco Giannoni </strong>per<strong> L’Informatore Coop</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.stradevinoditoscana.it/2013/02/05/maremma-che-vini/">Maremma&#8230;che vini!!!</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.stradevinoditoscana.it">Strade del Vino e dei Sapori di Toscana</a>.</p>
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